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CHIESA NAPOLETANA, 1950, olio su cartone, 28×23 cm

La facciata di una chiesa, una scalinata e delle persone ferme sul sagrato, o forse sarebbe più giusto dire ombre

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BOSCHETTO, 1899, olio su tavola, 11×24 cm

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PENNATELLA DI SAN GENNARO DEI POVERI ALLA SANITA’, 1950-51, olio su cartone, 29×26 cm

Una suggestiva veduta di uno scorcio di Napoli, il rione di San Gennaro dei Poveri alla Sanità. Con questo olio

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AUTORITRATTO, 1914, olio su tela, 25×30 cm

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Vincenzo Bruzzese: un maestro europeo – di Paolo Levi

È stato Arthur Rimbaud a parlare di raison ardente per la sua poesia. Pensando a Vincenzo Bruzzese, è questa la prima definizione che mi viene alla mente: una ragione fatta di veemenza, di accesa passione o, rovesciando i termini, una passione sostenuta dai convincimenti della ragione. La sua pittura ha sempre usufruito di questo intenso scambio dialettico – direi, a volte , drammatico – tra meditazione ed emozione. Bruzzese nasce non nell’Ottocento romantico, ma alla sua fine, nel 1880, e inizia a dipingere, come molti pittori della sua generazione, quando la ricerca pittorica in Europa, o meglio a Parigi, città

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Nato a Napoli nel 1880, quarto di nove figli, Vincenzo Bruzzese si iscrive al Liceo Domenico Cirillo della sua città, riportando pessimi voti nellecanada goose jackets fur materie principali. All’età di diciotto anni la famiglia gli concede di iscriversi alla Scuola di preparazione del Reale Istituto di Belle Arti di Napoli. L’allievo era ammesso ai corsi biennali di pittura, sculturacanada goose dames e architettura dopo aver superato la Scuola di preparazione. Diverse opere di quel periodo sono tuttora conservate dai famigliari di Bruzzese, tra cui qualche gesso e alcuni tra dipinti e disegni. La particolarità di queste opere è che

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