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TRAMONTO (Via Matteo Ripa), 1916, olio su cartoncino, 10×17 cm

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CHIESA NAPOLETANA, 1950, olio su cartone, 28×23 cm

La facciata di una chiesa, una scalinata e delle persone ferme sul sagrato, o forse sarebbe più giusto dire ombre

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CASA DEL SEMAFORISTA, 1952, olio su cartoncino, 12×8 cm

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ROSE IN ALBARELLO ANTICO, 1940, olio su tela, 38×51 cm

In quest’opera Vincenzo Bruzzese lascia intravedere la poetica della scuola partenopea, dove la natura morta ha ruolo primario. I fiori

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Vincenzo Bruzzese: un maestro europeo – di Paolo Levi

È stato Arthur Rimbaud a parlare di raison ardente per la sua poesia. Pensando a Vincenzo Bruzzese, è questa la prima definizione che mi viene alla mente: una ragione fatta di veemenza, di accesa passione o, rovesciando i termini, una passione sostenuta dai convincimenti della ragione. La sua pittura ha sempre usufruito di questo intenso scambio dialettico – direi, a volte , drammatico – tra meditazione ed emozione. Bruzzese nasce non nell’Ottocento romantico, ma alla sua fine, nel 1880, e inizia a dipingere, come molti pittori della sua generazione, quando la ricerca pittorica in Europa, o meglio a Parigi, città

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Nato a Napoli nel 1880, quarto di nove figli, Vincenzo Bruzzese si iscrive al Liceo Domenico Cirillo della sua città, riportando pessimi voti nellecanada goose jackets fur materie principali. All’età di diciotto anni la famiglia gli concede di iscriversi alla Scuola di preparazione del Reale Istituto di Belle Arti di Napoli. L’allievo era ammesso ai corsi biennali di pittura, sculturacanada goose dames e architettura dopo aver superato la Scuola di preparazione. Diverse opere di quel periodo sono tuttora conservate dai famigliari di Bruzzese, tra cui qualche gesso e alcuni tra dipinti e disegni. La particolarità di queste opere è che

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