ING. EUGENIO BRUZZESE, 1922, olio su cartone, 34,5×25 cm

In questo dipinto raffigurante il padre, Vincenzo Bruzzese conferma la sua abilità di ritrattista, capace di indagare i caratteri psicologici dei suoi personaggi, attraverso una costruzione solida e mediante il compenetrarsi di luci e ombre. La figura del padre è colta di profilo, con lo sguardo pensoso e rivolto verso il basso. Lo sfondo scuro, che si confonde con il cappello e con l’abito, mette oltremodo in risalto il viso, illuminato da una fonte di luce laterale. L’incarnato è pallido e sapientemente giocato sull’alternarsi di piccole zone d’ombra, che sottolineano i segni che il trascorrere degli anni ha lasciato sul volto. L’artista indugia amorevolmente nel dettaglio dei cappelli bianchi e dei baffi, e con il chiaroscuro lavora sulla zona degli occhi, conferendo allo sguardo stanchezza ma anche profonda dignità.

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